Finalmente si pone attenzione all’aspetto emotivo dello sport

Alessandra Mattioni Sport Mental Coach con 20 anni di esperienza segue diversi atleti azzurri, alcuni impegnati a Tokyo, è molto soddisfatta a questa attenzione al lato emotivo dello sport.

Alessandra Mattioni Sport Mental Coach con 20 anni di esperienza segue diversi atleti azzurri, alcuni impegnati a Tokyo, è molto soddisfatta a questa attenzione al lato emotivo dello sport.
“Era ora, visto che per troppo tempo è quasi sempre mancato il collegamento emozioni e prestazioni. Ma, specialmente in un contesto come quello olimpico dove la voglia di dare il massimo è enorme, c’è il rischio che si crei uno stress immenso. Tale da portare, talvolta ad un vero e proprio sequestro emozionale in grado di bloccare le abilità cognitive e le memorie di evocazione.
Si arriva al punto di non ricordare gesti automatizzati nell’allenamento. E se una manifestazione cosi importante segue un periodo drammatico come quello della pandemia del lock down ecco che il disagio può ingigantirsi…
Sono numerosi gli atleti che hanno rinunciato alle Olimpiadi, sapendo di non essere in grado di onorare la maglia della Nazionale con una prestazione che non fosse frutto solo della voglia di essere presenti all’evento. Penso a Jannik Sinner e a Sara Dossena. Tom Dumoulin era sparito dai radar a gennaio, travolto da una sorta di burnout da bici, non ne voleva più sapere. Aveva bisogno di tempo, di staccare.
Dopo l’argento: “questa è una medaglia che vale più di tutto il resto dopo il periodo che ho vissuto” ha detto, “ho imparato ad ascoltarmi e a fare quello che desidero.
Consiglio a tutti di provarci a volte un passo indietro può diventare un grande passo in avanti”.

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