Vedete il ragazzo nella foto? Si chiama Luca Barisonzi e la sua è una di quelle storie che meritano di essere raccontate. Il suo “Storia di una rinascita” non è solo un libro, è un inno alla resilienza umana, un faro di speranza che illumina il percorso di chi, anche di fronte alle avversità più impensabili, trova la forza di rialzarsi. Allenarlo è stata ed è un’esperienza straordinaria! E come gli dico spesso: ”E’ lui che allena me!”
Nel suo libro con una sincerità disarmante, Luca mi ha accompagnata in un viaggio intimo e potente che si è districato nel tempo, a partite dal giorno che lo ha visto vittima di un tremendo attentato in Afghanistan fino alla vita di oggi, dopo la sua “rinascita”.
Luca Barisonzi era un alpino della 6^ Compagnia, 8° Reggimento Alpini di stanza in Afghanistan. Il 18 gennaio del 2011, insieme al commilitone Luca Sanna e la sua squadra, era di guardia in un avamposto della Murghab Valley, quando vennero avvicinati da terroristi travestiti da soldati dell’esercito afghano che aprirono il fuoco, falciandoli con delle raffiche di mitra.
Luca Sanna perse la vita sotto i colpi e Luca Barisonzi rimase gravemente ferito. Portato prima ad Herat e poi a Ramstein in Germania, i medici americani gli dissero: “Muoverai solo le testa”.
Ma quell’attentato, che ha cambiato per sempre il destino di Luca Barisonzi, non ha spento il suo spirito indomito. E il libro ci porta nel cuore del suo risveglio dal coma, nelle lunghe e faticose giornate dedicate alle cure per riprendere un uso parziale del suo corpo, e all’inevitabile ma coraggioso adattamento alla sua nuova vita sulla sedia a rotelle.
Ma la storia di Luca non si ferma al dolore e alla riabilitazione. È una testimonianza vibrante di come la volontà e la passione possano trasformare le sfide in opportunità. Nel libro, Luca racconta anche il suo impegno nel sociale e lo straordinario impegno sportivo come parte della squadra sportiva paralimpica dell’Esercito Italiano. Un percorso che lo ha visto non solo superare i propri limiti fisici, ma anche diventare un esempio e un ispiratore per moltissimi.
Ha scritto: “Il mio cuore batte e io sono vivo, e il cuore ora è all’unisono con i pensieri. In qualche modo quella missione che avevo sposato scegliendo di indossare l’uniforme mi accompagna ancora, ispira ancora le mie scelte e le mie azioni”.
Nel leggere il suo libro mi ha fatto particolare piacere trovare un capitolo dedicato al profondo lavoro di allenamento mentale che abbiamo intrapreso; un percorso fondamentale per la sua preparazione sportiva. Questo lavoro ha permesso a Luca di affrontare e sciogliere quelle resistenze interiori che gli impedivano di vivere pienamente e di esprimersi al meglio anche nello sport. In particolare, Luca cita tra le varie tecniche usate il wingwave, in particolar modo un esercizio che lo ha aiutato a rielaborare le esperienze passate e a liberare il suo potenziale.
“Storia di una rinascita” è molto più di una biografia. È un libro che fa riflettere sul significato della vita, della forza interiore e della capacità di reinventarsi. È una lettura consigliata per chiunque cerchi ispirazione, per chi ha bisogno di credere che dopo ogni caduta c’è sempre la possibilità di una rinascita. Come sottolinea lui stesso, il messaggio principale del libro è chiaro: spesso sono i limiti che ci imponiamo a ostacolare la nostra crescita e a nascondere il nostro vero potenziale.
Non perdete l’occasione di immergervi in questa storia incredibile, edita da Mursia e disponibile anche su Amazon. Vi assicuro che vi lascerà un segno profondo.



