Ho smesso di chiedermi perché

Thanks Kobe,

Kobe Bryant ci ha lasciato. E’ morto a causa di un tragico incidente insieme a sua figlia Gigi, lasciando attoniti milioni di persone addolorate a chiedersi: perché? Che senso ha la vita se poi in un attimo tutto finisce?

Il pensiero va soprattutto a quei ragazzi, amanti del basket ma non solo, che avevano in lui un grande esempio, un’icona sportiva verso cui tendere, un sogno capace di dare forza e determinazione nell’affrontare gli impegnativi allenamenti quotidiani e le tante rinunce richieste a chi pratica lo sport a livello agonistico. 

Personalmente credo che da eventi simili si possa trarre un importante insegnamento: godiamoci ogni momento della nostra esistenza, gustiamoci fino in fondo la presenza delle persone care, siamo gentili con noi stessi e con gli altri.

Del resto se vogliamo veramente onorare la memoria di Kobe, nel suo libro “The Mamba mentality”, lui stesso spiega uno dei punti fondamentali della sua filosofia: “…bisogna piangere e poi rialzarsi dopo ogni caduta”

La sua carriera non fu costellata solo di successi ma affrontò anche tante cadute e fallimenti. Tuttavia, credeva che le ferite aiutassero a cambiare prospettiva ed insegnassero ad essere grati anche delle piccole cose a cui, di solito, non si dà importanza.

Thank you, Black Mamba

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