Gazzetta.it | Compiti per casa: nutri il tuo buonumore e fai fare aerobica ai neuroni

La mental coach Alessandra Mattioni ci aiuta a stare in casa: dobbiamo reinventare il workout, lavorando maggiormente sulla mente (e sul buonumore) e meno sul corpo

di Benedetta Spada
14 Marzo 2020

Come un mental coach può aiutarci in questa transizione?

Il ruolo del mental coach è aiutare le persone a diventare consapevoli di ciò che sta accadendo fuori e dentro di loro, e allenare nuove strategie mentali ed emozionali. Per molti può fare grande differenza sapere che la mente è come un bravo soldato: esegue! Ma, molti di noi non sanno dare comandi lineari, efficaci, e soprattutto non conoscono il ruolo delle emozioni nella gestione delle nostre strategie mentali.

In una situazione di grande stress come quella attuale una delle cose più pesanti e difficili da gestire è la paura oltre al senso di impotenza. Funziona così: ho paura del Virus e delle sue conseguenze? Sì, ma io mi rendo conto che non dovrei pensarci più di tanto, oltretutto mi hanno detto che se mi preoccupo mi si abbassa anche il sistema immunitario! La mente, però, riceve un’ attivazione e si mette alla ricerca di tutto ciò che riporta l’attenzione a quel concetto.

E la paura è un’emozione potente, molto utile a farci prestare attenzione ai pericoli, per garantire la nostra sopravvivenza. Ma a volte noi la proviamo per pericoli non immediati o solo immaginati. Pensiamo all’atleta in prestazione: se crea un pensiero di pre-occupazione per un possibile errore, attiva la risposta della paura ed innesca il famigerato “sequestro emozionale”, quella reazione istintiva capace di inibire alcune delle sue facoltà mentali! Non riesce più con la sola volontà ad eseguire gesti provati migliaia di volte e che in altre situazioni, ad esempio l’allenamento, magari sfiorano l’eccellenza.

Si è creato un pensiero “tunnel” e cioè la mente ha ricevuto un alert di un possibile pericolo ( che il più delle volte è solo immaginato) e quindi da bravo soldato si occupa esclusivamente di ciò che teme. La nostra storia evolutiva porta la mente ad occuparsi prevalentemente di ciò che ci pone in “pericolo”, senza valutare che è solo un “film mentale” e che l’atleta ha mille risorse per uscire da quella situazione. Non è questione di volontà, quando la mente è attivata a proteggerci da una minaccia, le emozioni sono il nostro “grande decisore”.

Provate, se riuscite, a non pensare al fastidio della situazione che stiamo vivendo, e scoprirete che solo a leggere queste parole, abbiamo dato un comando: “Occupiamoci del fastidio!”. E’ come se con il mouse al nostro meraviglioso, velocissimo, potentissimo computer noi chiedessimo di aprire la cartella dei motivi di fastidio, il nostro soldato non discute: esegue e più è forte l’emozione associata a quel pensiero e più è difficile non farlo.

La mental coach Alessandra Mattioni

Potremmo con un atto di volontà scegliere di pensare alle opportunità e quindi aprire un’altra cartella anch’essa ricchissima di contenuti, ma se l’emozione del primo pensiero è molto potente, tutto ciò risulta difficile. E allora che fare? Non ci resta che allenare la mente, e mettere in atto le strategie che si utilizzano con gli atleti: primo conoscere, secondo allenare, e poi arriva l’automatismo. Quindi, mi rendo conto che penso spesso a ciò che temo, e allora potrei domandarmi: mi aiuta? Pensare questa cosa peggiora o migliora la mia situazione? Ricorda dove va la tua attenzione lì scorre la tua energia. Possiamo abbassare l’attivazione attraverso il pacemaker delle emozioni: il nostro respiro. Un respiro morbido, profondo e lento può riportare la calma.

Come un atleta può ricreare delle ritualità felici e sane pur restando a casa?

Gli atleti professionisti di solito hanno il tempo scandito da impegni regolari e da obiettivi molto definiti ed ora si trovano in grande disagio. Creare comunque una routine può aiutare molto, conosco atleti a cui basta un piccolo contrattempo nella giornata della prestazione e rimangono mentalmente prigionieri di questa “ interferenza” e a volte lasciano che la loro prestazione sia fortemente condizionata da ciò. Questo è un buon momento per allenare la mente che ne ha sempre un grande bisogno. Pensa che uno degli elementi della mia strategia di allenamento il “mental fitness” prevede esercizi di neurobica; un po’ come quando cambiano il layout al nostro social preferito, all’inizio è strano e poco confortevole, poi ti abitui ed è come se fosse sempre stato così.

Si tratta proprio di far fare “aerobica” ai neuroni e cioè portare novità nelle abitudini mentali. Ad esempio ci si può allenare anche in questi giorni con semplici esercizi come mangiare con la mano non dominante, scegliere i vestiti ad occhi chiusi, assaporare lentamente il cibo, odorarlo prima di ingoiarlo, guardarne i colori e le sfumature, ascoltando il rumore che fa, nella mia bocca, e magari immaginando la terra, il paese dove è stato prodotto, l’attenzione e le intenzioni di chi lo ha cucinato o raccolto.

Un buon allenamento è anche ascoltare un dibattito in televisione annullando il volume, oppure ascoltare di spalle una trasmissione o un film, senza guardare. Oggi, che siamo costretti a cambiare forzatamente abitudini, potremmo scegliere di allenarci e scoprire di poter sviluppare nuove abitudini mentali come ad esempio ascoltare di più prima di pensare di aver capito ciò che l’altro vuole dirti, rimanere calmi anche dopo una provocazione, oppure scegliere di entrare mentalmente in “ zona soluzione” piuttosto che “zona problema”.

A proposito di scelta, ciò che crea problemi in questi giorni a molte persone è la sensazione di costrizione e di impotenza, la “mancanza di libertà”. E se ci impegnassimo atleti e non ad allenare il muscolo della libertà? Come si fa? Propongo una riflessione: quando ci si sente veramente liberi? Quando si può scegliere! Se imparassimo a scegliere dove mettere il nostro focus attentivo e a scegliere le parole giuste da dire nel nostro dialogo interno e alle persone con cui condividiamo la quotidianità, potremmo scoprire come creare consapevolmente emozioni diverse! E quale libertà è più grande! Non è ciò che hai intorno che fa la differenza, è come lo vivi e quali emozioni provi. Del resto le gabbie più forti sono i nostri pensieri!

Come allenarci e rafforzare il nostro sistema immunitario atleti o no?

Nutrendo il nostro buonumore, che in questa situazione diventa un po’ più complesso del solito, ma sorridere, cantare e ballare, coccolarsi e coccolare possono stimolare la produzione delle endorfine, della serotonina, la dopamina e l’ossitocina, sostanze del “sistema del piacere e della ricompensa”, in pratica possiamo allenare i nostri neuroni al buonumore e se vogliamo anche all’ottimismo. Il cibo naturalmente dovrà essere più vicino possibile a come natura crea.

Come creare un circolo virtuoso in un tempo nel quale tutto pare creare panico?

Evitare la “dipendenza” da cattive notizie, aggiornarsi sulle novità del mondo esterno una , due volte al giorno e scegliere come investire questo tempo della cui mancanza ci siamo lamentati tutti. Ed ora per gli atleti ad esempio potrebbe favorire l’apprendimento di una nuova lingua, cosi da poter scegliere nelle nuove stagioni anche una squadra all’estero.

Quali atleti segue e con quali risultati?

Dal 2015 alleno la squadra di pallavolo giovanile del Volleyrò più volte campioni d’Italia, in questa stagione ho partecipato alla galoppata dell’Haermea Volley Olbia da ultima in classifica alla qualifica della Poule promozione Play off. Alleno numerosi atleti (molti in serie A e in Nazionale) in tantissimi sport, perché le dinamiche mentali e l’impatto che le emozioni e le parole hanno nella prestazione sono identiche per tutti. Alleno atleti, squadre, allenatori, dirigenti e anche i genitori.

Molti dei miei clienti sono all’estero e quindi alleno da sempre on line, particolarmente in questo momento per ovvie ragioni, ed anche perché molti atleti e allenatori stanno approfittando dello stop per intensificare l’allenamento mentale.

Può darci dei consigli mirati secondo la sua esperienza?

Dato che l’essere umano ha la caratteristica speciale di accorgersi di ciò che ha, solo quando lo ha perduto, un buon esercizio utilissimo per apprezzare maggiormente ciò che abbiamo e godercelo, è il diario di gratitudine. Scriviamo almeno tre cose tutti i giorni di cui siamo grati, alleniamo la nostra mente a notare ciò che ci piace e non ciò che “non vogliamo” e che potrebbe essere confuso come un comando importante. Comincio io: siamo vivi, siamo sani, abbiamo una casa, possiamo mangiare, possiamo scegliere cosa guardare in TV o sullo smartphone, possiamo scegliere i nostri pensieri ed allenarci alla“zona soluzione!”

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